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news
(per i resoconti degli eventi qui annunciati si veda la pagina degli incontri)
Il giorno 23 novembre 2011 si è svolta presso il museo di Dachau una piccola cerimonia per celebrare la donazione di Marco Coslovich dell' archivio di testimonianze di ex deportati frutto di 25 anni di lavoro. Il Dachau Memorial oggi può contare su un nuovo fondo archivistico di 137 testimonianze di ex-deportati italiani e sloveni. Il fondo "Marco Coslovich" (a memoria del nonno omonimo che fu deportato a Dachau e qui morì) comprende 210 nastri video e 242 nastri audio: si tratta in assoluto della sezione archivistica più ampia del Memorial, in Germania secondo forse solo a quello di Buchenwald.
Ecco il link dell'evento: http://www.kz-gedenkstaette-dachau.de/events-coslovich.html 
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Il giorno 8 gennaio è stata pubblicata sul sito del Centro Primo Levi di New York una intervista a Marco Coslovich sul caso di Giovanni Palatucci, Questore di Fiume durante il fasciscmo, che avrebbe salvato, secondo l'interpretazione corrente, "migliaia" di ebrei dai campi di concentramento.
L'intervista a cura di Alessandro Cassin è reperibile in lingua italiana all'indirizzo:
>> http://www.primolevicenter.org/Palit.html 
Italian Studies at the Center for Jewish History
15 West 16 Street, New York, NY 10011
Telephone: 917-606-8202 -E-mail: info@primolevicenter.org
www.primolevicenter.org |
In gennaio uscirà il libro di Franco Panizon "Una vacanza lunga un anno" per i tipi della Mursia.
Il testo presenta un'introduzione di Marco Coslovich ed è il risultato di un incontro tra lo storico e il testimone.Il prof. Panizon, noto pediatra a livello internazionale, ha scritto sulla sua esperienza come alpino della Monterosa, appartenente all'esercito repubblicano di Salò.
L'iniziativa risponde al tema del confronto tra le diverse memorie ed esperienze che gli italiani della generazione della guerra hanno vissuto.
Si consideri che il prof. Panizon nel dopoguerra ha maturato solidi convicimenti democratici e antifascisti, ciò non toglie che il suo passato nella Repubblica di Salò abbia un significato dal punto di vista storico. |
IL CANTANTE DEL LAGER
Uscita in libreria prevista per metà gennaio.
Eno Mucchiutti, deportato in quattro campi di sterminio nazisti, si salva grazie alla sua voce di potente baritono. Una testimonianza autentica ed emozionante che racconta il dolore, il coraggio, la volontà e la speranza di un uomo.
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"Il ricordo di Mucchiutti è senza censure, senza filtri morali e senza auto rappresentazioni. Mucchiutti racconta e si racconta senza schermi. Generosità, piccoli egoismi, solidarietà, calcoli: un mondo in tumulto è quello che emerge dalle sue parole. Una memoria autentica e vera, lontana da ogni condizionamento ideologico e politico, scevra dal senno di poi che così spesso orienta e aggiusta tante memorie inquietanti."
Dalla postfazione di Marco Coslovich insegnante, studioso e ricercatore di storia contemporanea
"11 mesi di prigionia, 11 mesi di inferno: una vicenda così cruda, raccapricciante, carica di odio, di disumanità, di orrore non si era ancora sentita. Eno Mucchiutti deve la vita alla sua forte volontà di sopravvivenza e anche alla sua arte canora che, stranamente, nella massa informe dei suoi carnefici, ha trovato degli spiriti sensibili alla magia della musica che lo hanno salvato."
Adriana Gigli, Fondazione Archivio Diaristico Nazionale di Arezzo
Eno Mucchiutti, baritono con una carriera di ben 31 anni che l'ha visto cantare assieme a Pavarotti, Placido Domingo e Maria Callas nei principali teatri italiani e internazionali, si considera un sopravvissuto da quando, nel 1945, a Ebensee, ha vissuto la liberazione per mano dei soldati americani.
Deportato politico nel 1944, è stato infatti internato per 11 mesi a Dachau, Mauthausen, Melk ed Ebensee, provando le più indicibili sofferenze, vedendo i suoi compagni morirgli a fianco, salvandosi solo grazie alla sua incredibile forza di volontà, alla sua giovinezza e alla sua splendida voce. È risaputo infatti che i nazisti apprezzassero la musica, in particolare l'opera italiana, e guardassero con un occhio di riguardo (si fa per dire) gli artisti internati.
“Il cantante del lager”, deportato numero 98748, dopo sessant'anni di silenzio, ci racconta le sue memorie con una lucidità e una chiarezza difficili da trovare. Ci accompagna dentro ai segreti e alle atrocità del campo di Melk, ancora poco conosciuto dalla storiografia. La sua voce vibrante e intensa ci trasmette il silenzio lasciato da tutti coloro che, da quelle lande fredde e rigide, abitate solo dal dolore e dalla violenza,non fecero mai più ritorno.
Il libro è a cura di Marco Coslovich, insegnante, studioso e ricercatore di storia contemporanea.
L'autore e il curatore sono disponibili a partecipare a incontri e convegni in occasione della Giornata della Memoria.
Lorenza Stroppa -- Ufficio stampa Nuovadimensione Editore Via C. Beccaria 13/15 30026 Portogruaro (VE) tel. +39 0421 74475 fax +39 0421 280065 cell. 347 4235780 ufficio.stampa@nuova-dimensione.it - www.nuova-dimensione.it
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Si è svolto a Firenze un incontro presso "Il giardino dei Ciliegi" nel corso del quale è stato presentato il libro di Gabriella Nocentini "Tutto questo va detto". Si riporta di seguito il volantino inerente l'evento: |
| Il Giardino dei Ciliegi -Via dell'Agnolo 5, Firenze tel: 055 2001063 - www.ilgiardinodeiciliegi.firenze.it
“DALLA RESISTENZA ALLA COSTITUZIONE”
Martedì 26 maggio 2009 alle 17,30
Incontro con Gabriella Nocentini
autrice di
“TUTTO QUESTO VA DETTO”
La deportazione di Maria Rudolf
In video: presentazione dello storico Marco Coslovich
e intervista a Maria Rudolf
Dialogano con l'autrice:
Camilla Brunelli (direttrice del Museo della deportazione di Prato) e Alessandra Vannoni
Letture di Patrizia Creati
Maria Rudolf Stibil nasce a Gorizia nel 1926. Dopo l'8 settembre 1943 e l'annessione della Venezia Giulia al Terzo Reich,sceglie a diciassette anni di fare la staffetta partigiana. La sua odissea inizia con l'arresto nell'aprile del 1944.
Processata, finisce in carcere a Gorizia e infine ad Auschwitz. Trasferita in altri lager e poi a lavorare in una fabbrica, riesce a fuggire nell'aprile 1945; rientra ad agosto in Italia.
Inaugurazione della mostra
“ LA RESISTENZA TACIUTA ”
Storie di donne partigiane
a cura di donn(ol)a LAB
www.inventati.org/donnola
Storie di donne partigiane,donne attive nella Resistenza, donne che non si sono rifugiate nella distanza di una “zona franca”,ma che hanno preso parte ai “fatti del mondo così com'era”, decise ad essere protagoniste della propria storia. Di queste donne ci piace conservare e trasmettere la memoria e le voci, per non lasciarle “all'arbitro del nemico di allora”. Il passato ci interessa per le sue connessioni con il presente e per l'ombra che getta sul futuro: c'è molto, nelle storie di queste donne, che ci parla ancora oggi. E' la ribellione, il non arrendersi alla prepotenza, lo spirito di libertà che le anima. E' il non sottrarsi alla necessità di agire.
La mostra sarà visitabile fino al 6 giugno, dal Lunedì al Giovedì dalle 15,30 alle 19.
La serata si conclude con un aperitivo. |
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Milano, 2 aprile 2009. Seminario su "Letteratura e deportazione"
Presso la Fondazione Memoria della Deportazione, in via Dogana 3 a Milano, si terrà il 2 aprile 2009, dalle 16,30 alle 19, un seminario sul tema "Letteratura e deportazione". Marco Coslovich interverrà con una nota critica sul libro di Boris Pahor "Necropoli". |
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Il giorno 14 giugno 2008 è scomparso Michele Mezzaroba, ex deportato di Mauthausen, Presidente della sezione Aned di Pordenone. Fu partigiano garibaldino di fede comunista, ma questo non gli impedì di attivarsi e collaborare anche con coloro che non condividevano i suoi ideali. Visse per lunghi anni a Milano per poi ritornare a Frisanco, suo paese d'origine. E' stato un caro amico. |
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Sabato 14 giugno verrà proiettato il video "Il tramonto di Spartaco" (vedi invito) per la regia di Ennio Guerrato da un'idea di Marco Coslovich Dopo quattro anni di lavoro e alterne vicende, finalmente siamo riusciti a realizzare il documentario "Il tramonto di Spartaco", che ha l'ambizione di comparare il sistema di repressione e deportazione nazista e fascista a quello comunista della ex-Jugoslavia di Tito. La comparazione storiografica è questione delicata, che non parifica mai i fenomeni, ma che deve avere il coraggio di saper individuare le terribili analogie nonché le differenze tra due sistemi politici che praticarono la violenza come teorizzazione ideologica e pratica politica. La ricerca è ancora in corso e il dibattito è aperto: è tempo ormai che gli studiosi e la società civile si confrontino con quelle che sono senz'altro le pagine più buie della civlità europea del secolo scorso. "Il tramonto di Spartaco" (che non a caso, riprende il nome del grande gladiatore che seppe sfidare la potenza di Roma in nome della libertà), resta un tentativo di capire, ma soprattutto di avviare un confronto senza pregiudizi rispetto ai militanti comunisti che sono morti per il loro ideale nelle carceri fasciste e nei Lager nazisti e che hanno subito la persecuzione e morte anche da parte dei loro compagni, che ritenevano così di servire la causa.
Il video, oltre ad essere stato finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, ha beneficiato del contributo che la famiglia Millo ha messo a disposizione in ricordo di Stelio Millo, storico locale e cultore di storia contemporanea. Il video, inoltre, è dedicato a Ferdinando Zidar, miltante comunista che subì il confino con il fascismo, il Lager di Buchenwald con il nazismo e il carcere comunista in Cecoslovacchia quandò appoggiò la primavera di Praga. Ricordiamo ancora che il 12 dicembre 2007 è scomparso un altro testimone presente nel documentario: Mario Tonzar, ex deportato in Jugoslavia. Antifascista e militante comunista, Tonzar non è mai venuto meno ai suoi valori nonostante la tragica esperienza nelle carceri jugoslave.
A tutti costoro va il nostro ricordo e la nostra gratitudine perché essi seppero essere uomini integri in tempi tanto incerti e difficili. |
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Il 6 giugno, grazie all’ospitalità offerta dalla libreria Minerva, presso la sala di lettura di via S. Nicolò 20 a Trieste, il prof. Tristano Matta presenterà, assieme all’autore, il libro, Giovanni Palatucci. Una giusta memoria, Mephite 2008 (euro 12,00) con la premessa di Carlo Spartaco Capogreco. Modererà il dibattito Andrea Rimbaldo.
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La vicenda di Giovanni Palatucci “salvatore di migliaia e migliaia” di ebrei è stata enfatizzata, con l’obiettivo di salvare l’immagine di un’Italia che fu anche fascista, collaborazionista, piegata al volere antisemita nazista, prima con le leggi razziali del ’38 e poi ponendosi al servizio delle SS durante la guerra. Inoltre il cattolico Giovanni Palatucci, “servo di Dio”, beatificato, assurto agli onori degli altari è una figura che può far dimenticare la cattiva coscienza di sacerdoti come Giovanni Preziosi, antisemita impenitente e feroce. Così – afferma l’Autore - si è arrivati ad attribuire al semplice Commissario di polizia iniziative e operazioni di salvataggio mirabolanti e inverosimili, per finire, addirittura, ad alludere alla sua capacità di far miracoli. Giovanni Palatucci, “martire” ed “eroe ebbe, come migliaia di altri suoi concittadini, la sventura di morire a Dacahu nel febbraio del 1945. Una giusta memoria, è un atto dovuto sotto il profilo umano e delle verità storico-documentaria.
Disponibile in formato pdf l'articolo riferito al libro su Palatucci apparso su IL PICCOLO ->ARTICOLO<-
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sabato 10 maggio, alle ore 18, a Pordenone presso la sala del Convento di S. Francesco - piazza della Motta verrà presentato il documentario "Non era tempo" regia di Sabrina Benussi da un'idea di Marco Coslovich. |
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Nell'ambito del lavoro di raccolta delle testimonianze dei sopravvissuti nei campi di concetramento nazisti dell'area pordenonese, Patrizia Del Col e Marco Coslovich, hanno realizzato un archivio della memoria depositato presso la sede dell'Aned di Pordenone. L'archivio fa parte del più vasto progetto "L'ultimo appello" (diretto da Marco Coslovich) impegnato a raccogliere e archiviare la storia dei deportati nel Friuli Venezia Giulia. In collaborazione con Sabrina Benussi, che ha curato la regia (si ricorda della stessa autrice il documentario: "Dietro la cortina di bambù"), è stato realizzato un documentario da distribuire nelle scuole e da diffondere al più vasto pubblico con l'intento di rendere noto il lavoro dell'Aned sul territorio e salvaguardare e difendere il ricordo della persecuzione e sterminio dell'antifascismo. Si confida che entro breve tempo il documentario in questione possa essere distribuito sulla rete commerciale. |
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Riedizione "...tuttavia nella foresta risuona un canto allegro. Racconti dal Lager" di Marco Coslovich |
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| Copertina del libro |
In pubblicazione una riedizione aggiornata de "I racconti dal Lager" con il titolo "...tuttavia nella foresta risuona un canto allegro. I racconti dal Lager" per i tipi della Italo Svevo edizioni.
La pubblicazione ha ottenuto un finanziamento della Provincia di Trieste per l'editing, mentre la Fondazione CRTrieste ha finanziato la ristampa. L'idea è quella di distribuire gratuitamente agli insegnanti interessati copia del libro in modo da essere utilizzato a fini didattici nelle scuole.
Il testo infatti è stato realizzato per la la lettura e l'approfondimento scolastico. La distribuzione avverrà presso le librerie Fenice, Joyce e Italo Svevo di Trieste.
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28 aprile 2008 - presentazione |
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Ai docenti interessati verranno richiesti alcuni dati personali in modo da realizzare una mailing list. Il giorno della presentazione del volume è stato definito, in prima istanza, per il 28 aprile 2008 alle ore 17.00 presso la sala del Circolo della Stampa di Corso italia 10. Interverrà, oltre all'autore, la prof.ssa Anna Millo dell'Università di Bari. Si sta predisponendo l'intervento di un'attrice per la lettura di alcuni passi delle testimonianze degli ex-deportati. Naturalmente daremo conferma in seguito di questi primi dati.
Vedi la pagina degli incontri. |
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Prossima pubblicazione: "Giovanni Palatucci: una giusta memoria" |
Un esempio di fideismo al posto della storia: foto di G. Palatucci e retro
Per la casa editrice Mephite editrice di Avellino uscirà a breve il libro "Giovanni Palatucci: una giusta memoria". Il saggio di storia tocca uno dei punti nevralgici della persecuzione ebraica e dei suoi salvatori.
Attorno a Palatucci si è attivato un intero mondo di promotori che sostngono che abbia salvato migliaia (5-7000 persone) di ebrei dai campi di sterminio. Si tratta di un esempio di amplificazione storiografica difficile da accettare.
Il libro in questione, attraverso i documenti di archivio, cerca di ristabilire le reali proporzioni del fenomeno. Palatucci, salvatore di alcuni ebrei, non deve diventare un mito chiamato ad assolvere una intera nazione che non sempre ha saputo reagire all'antisemitismo fascista e nazista. Oggi Palatucci è stato dichiarato Beato dalla Chiesa, Giusto tra le nazioni dallo Stato di Israele, medaglia d'oro al valor civile dal Ministero dell'Interno. Il libro intende quindi riaprire il dibattito sulla "fabbrica" di santi e di eroi che nel nostro paese non sembra mai venire meno.
Copertina del nuovo libro
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