Libri e saggi

LIBRI

I percorsi della sopravvivenza

Si tratta del primo lavoro sistematico di ricerca sulla memoria della deportazione dal Litorale Adriatico (1943-45). Il libro ha vinto il premio Nazionale "Vittoria Guadagni Sostegni" nel 1997.

Sono state raccolte le testimonianze di ottantasette sopravvissuti ai Lager nazisti, utilizzando la memoria degli ex deportati. L'intento è quello di offrire una chiave di lettura razionale anche dei fatti più crudeli. Si è così giunti ad una quantificazione della deportazione dall'Adriatisches Kustenland (litorale intorno a Trieste) in 8220 unità, cifra che corrisponde a circa un quinto della deportazione nazionale.

Le informazioni raccolte offrono un quadro esauriente delle caratteristiche della deportazione: trasporti, percentuale di donne e uomini, fasce di età, campi di destinazione, percentuale di sopravvivenze, ecc. Memorie che servono ad illustrare un fenomeno di degradazione umana che fu comune a tutti i paesi europei che caddero sotto il giogo nazista.

E' uscita una edizione economica nel 1997 nella collana "Grande Universale Mursia. Le testimonianze".

 

Racconti dal Lager

Si tratta di un testo per l'attività didattica nelle scuole. Presenta una sintesi delle più importanti testimonianze dei sopravissuti del Lager suddivise in quattro categorie: 1.I politici, 2. Gli ebrei, 3.Le donne, 4. I deportati per caso.

Il libro presenta un ampio corredo bibliografico e tra le vari testimonianze è possibile attivare dei collegamenti grazie a degli opportuni rimandi interni. In questo modo il libro presenta le caretteristiche di un ipertesto. Al di là dell'utilizzo didattico, il libro è una buona guida per chi vuol saperne di più sui campi di concentramento nazisti.

Il testo è disponbile gratuitamente sul sito dell'Aned nazionale LINK

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Storia di Savina

La "Storia di Savina" non è solo la testimonianza di una ex-deportata di Ravensbruck, ma è anche la storia di suo figlio Danilo che nacque e morì in campo di concentramento.

L'esperienza del Lager tocca in questo racconto uno dei suoi punti estremi. Se verso la propria morte i deportati diventarono spesso indifferenti e in certi momenti quasi la invocarono, la morte di un figlio nato tra gli orrori del Lager rappresenta un dolore insopportabile e inaccettabile anche per chi abbia provato di tutto, ogni violenza e abbrutimento.

Savina ha la forza di rievocare e raccontare il suo percorso estremo, sorretta dal bisogno di ricordare Danilo, ma anche dal dovere civile e morale di lasciare una testimonianza.

Savina ha sempre avuto piena coscienza di essere un preziso archivio vivente per l'intera comunità; ma per tanto tempo la memoria del Lager è rimasta inascoltata. Sono stati lunghi anni di silenzio, che non hanno mai sopito l'incubo che ha visto e provato, e che adesso finalmente sono stati spazzati via offrendole l'occasione di una "seconda liberazione".

 

<- Retro di corpertina: foto dell'incontro a Ravensbruck tra Savina e il Presidente della Camera On. Luciano Violante, avvenuto il 29 giugno 1998 in occasione della posa della lapide per le donne deportate italiane decedute nel Lager.

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Nemici per la pelle

"Nemici per la pelle" costretti a convivere nello stesso quartiere: è la realtà degli uomini e delle donne che in questo libro raccontano la loro vita in una città di confine durante la seconda guerra mondiale.

L'incrocio di storie di testimoni appartenenti a gruppi politici, etnici e sociali opposti, rievoca vicende del nostro recente passato senza pregiudizi: la guerra fascista, l'occupazione nazista, la Risiera di San Sabba, la lotta di liberazione dei partigiani italiani e jugoslavi, le foibe, il lungo dopoguerra giuliano con il governo angloamericano. L'autore raccoglie interviste, diari, testimonianze in un'opera storica corale che nasce nell'ambito dell'attività culturale promossa dal Teatro La Contrada (oggi Teatro Orazio Bobbio), fondato a Trieste nel 1976 e divenuto "teatro stabile di interesse pubblico" nel 1989.

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Come amare le viole del pensiero? Dio non c'era a Ravensbruck

Si tratta di una memoria raccolta e trascritta da Marco Coslovich che ha curato la realizzazione della testimonianza di Nora Pincherle, una testimonianza che attraversa tutto il Novecento. Troviamo D'Annunzio che arringa le folle a Fiume, Roma imperiale dove Mussolini lancia invettive da Palazzo Venezia, la Parigi dei caffé dei fuoriusciti antifascisti, l'inganno della "drole de guerre" e la feroce occupazione tedesca, nonché la deportazione e l'internamento nel Lager di Ravensbruck.

Una testimone dotata di un eccezionale ritmo narrativo e di una cultura vastissima, supportata dalla conoscenza di più lingue: una donna mitteleuropea dall'identità cosmopolita ereditata dalla famiglia.

La memoria di Nora Pincherle sul Lager nazista è intensa e drammatica, e nello stesso tempo ironica e lucidissima. La solidarietà con le compagne di prigionia e l'impalacabile contrapposizione con i persecutori nazisti e i "kapos", non fanno mai venir meno il razionale distacco: solo una mente limpida e analitica può descrivere il Lager e il suo assurdo.

Il racconto di Nora Pincherle è estraneo a qualsiasi flessione emotiva e retorica, e proprio per questo è pieno di sentimento, autentico e vero, perché implicito e "tenuto dentro".

<- Alcuni dei disegni -riprodotti nel libro - eseguiti a Ravensbruck da Jeanette L'Herminier, compagna di prigionia di Nora Pincherle

 

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"..tuttavia nella foresta risuona un canto allegro. Racconti dal Lager"

Si tratta della riedizione riveduta e aggiornata, per i tipi dell'editore Italo Svevo, del testo "Racconti dal Lager" . Il testo verrà presentato il 28 aprile 2008 e distribuito gratuitamente agli insegnanti che ne faranno richiesta (vedi news)

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"Giovanni Palatucci. Una giusta memoria", Mephite, Salerno, 2008

Il libro è costato lunghi anni di ricerche ed ha rappresentato una lotta solitaria contro la marea montante che ha visto la figura del Commissario di polizia di Fiume Palatucci assurgere agli onori degli altari e all'alto riconoscimento civile della medaglia d'oro.

Quest'uomo, che ha aiutato e soccorso alcuni ebrei pereseguitati dal fascismo e dal nazismo, è diventato un'icona idoleggiata e mitizzata, un oggetto di culto civile e religioso. Una democrazia matura e moderna non dovrebbe aver bisogno di questi "eroi" costruiti che danno la stura alla rincorsa di chi lancia l'elogio più sperticato. La storia rifugge l'apologia e l'agiografia: almeno così dovrebbe essere.

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PRINCIPALI PUBBLICAZIONI

  1. “Critica Fascista” e la questione dello Stato (1923-24) in “Lavoro Critico”, 1985, pp. 57-83;

  2. Modelli e comportamenti operai all'Ilva-Italsider di Trieste (1945-1965) in “Qualestoria”, 1983, pp. 55-89;

  3. Operai-contadini della Ferriera di Trieste nel secondo dopoguerra in “Qualestoria”, 1985, pp.49-66;

  4. Riflessioni sulla crisi del Cominform a Trieste: testimonianze di militanti , in “Qualestoria”, 1986, pp. 89-105;

  5. La classe operaia dell'Ilva-Italsider di Trieste nel secondo dopoguerra , in Aa. Vv., ...Anche l'uomo doveva essere di ferro. Classe e movimento operaio a Trieste nel secondo dopoguerra, Franco Angeli, Milano 1986, pp. 115-161:

  6. La ricchezza sepolta degli scarti. Alcune riflessioni metodologiche sulle testimonianze partigiane raccolte da Giorgio Iaksetich , in “Qualestoria”, 1988, pp. 27-45;

  7. Memoria e mitologia dell'olocausto, in “Qualestoria”, 1988, pp. 139-150;

  8. Tra “voi” e “loro”: testimonianza di una ex-deportata ad Auschwitz, in “Qualestoria”, 1989; pp. 129-147;

  9. La fonte orale: il testo e l'evento. Testimonianza di un ex-deportato nei Lager nazisti, in “Nuove 2” , 1989, pp. 35-39;

  10. La resistenza senza retorica, in “Qualestoria”, 1990, pp. 75-106.

  11. I percorsi della sopravvivenza. Lettera postuma di un ex-deportato di Dachau, in “Qualestoria”, 1991, pp. 127-159;

  12. Guerra e trasformazioni sociali: metodologie e fonti quantitative per lo studio di un quartiere operaio di Trieste, in Trieste in guerra. Gli anni 1938- 1943, a cura di Anna Vinci, “Quaderni di Qualestoria”, Trieste 1992, pp. 230-247;

  13. Primo Levi e il Gulag. Alcune considerazioni sulle recenti pubblicazioni di Varlam Salamov, in “Qualestoria”, 1993, pp. 127-143;

  14. Gli ultimi giorni del Lager, in “Qualestoria”, 1993, pp. 149-162;

  15. Bruno Piazza: un caso di omonimia tra i deportati razziali di Trieste , in “Psichiatria e nazismo”, Collana dei Fogli di informazione, 1994, pp. 24-28;

  16. Spiegelman e le “Sue qualità di trafficante ”, in “Qualestoria”, 1994, pp. 208-217;

  17. I percorsi della sopravvivennza. Storia e meoria della deportazione dall'Adriatisches Küstenland, Mursia, Milano 1994;

  18. Note sulla figura e l'opera di Giovanni Palatucci, in “La rassegna mensile di Israel”, 1995, pp. 90- 103;

  19. Piccole patrie e Lager: antagonismi e contrapposizioni nei campi di concentramento nazisti, in “Qualestoria”, 1995, pp. 145-164;

  20. La deportazione nei campi di concentramento dal litorale adriatico , in Aa. Vv., Capire la Risiera. A Trieste un Lager del sistema nazista, Comune di Trieste, 1996, pp. 37-51;

  21. La Risiera di San Sabba e la deportazione dall'Adriatiches Küstenland nelle testimonianze dei sopravvissuti, in Aa. Vv., Italia 1939-1945. Storia e memoria, Franco Angeli, Milano 1996, pp. 597-609;

  22. Racconti dal Lager. Testimonianze dei sopravvissuti ai campi di concentramento tedeschi, Mursia, Milano 1997;

  23. La memoria della deportazione dell'Adriatisches Küstenland, in Aa. Vv., La società veneta dalla Resistenza alla Repubblica, a cura di Angelo Ventura, Cleup, Padova 1997, pp. 649-671;

  24. Anton Zoran Music sopravvissuto a Dachau, Comune di Trieste, Trieste 1997;

  25. La deportazione nei lager nazisti dall'Adriatiches Küstenland, in Aa. Vv., Friuli e Venezia-Giulia. Storia del ‘900, Libreria Editrice Goriziana, Gorizia 1997, pp. 383-388;

  26. I “miti” della Resistenza e l'attentato di via Rasella, in “Qualestoria”, 1997, pp. 233-242.

  27. La “Zona d'operazione Litorale Adriatico” e la Risiera di San Sabba in “I viaggi di Erodoto”, n. 43 1998, pp. 109-111;

  28. Didattica della storia contemporanea e storia della deportazione nelle scuole medie superiori, in (a cura di) Lucio Monaco, La deportazione nei Lager nazisti. Didattica e ricerca storiografica, Franco Angeli, Milano 2000, pp. 93-106;

  29. Memoria, classe operaia e deportazione. Riflessioni di un ricercatore di storia orale sulla memoria operaia e degli ex-deportati, (a cura di) Cesare Bermani, Introduzione alla storia orale, Odradek, Roma 2001, II vol., pp.119-130.

  30. Censure, conflitti e ambiguità della memoria dei Lager nazisti, in “Annales”, n. 16, 1999, pp. 1-7.

  31. Storia di Savina. Testimonianza di una madre deportata, Mursia, Milano 2000.

  32. Il processo della Risiera di S. Sabba: una fonte per la storia, in “Qualestoria”, n. 1, 2000, pp. 217-245.

  33. Il teatro della storia, in Tullio Kezich, Un nido di memorie, Europrint, Rovigo 2000, pp. 23-31.

  34. M. Coslovich-T. Matta, Memorie coeve e memorie postume: i "diari" di Angelo Vivante e di Laura Geiringer, in "Qualestoria", a. XXXVIII, n. 1, giug. 2000, pp. 101-135.

  35. Lupus in fabula: Vivarelli, un ragazzo di Salò, in “Qualestoria”, n. 2, 2000, pp. 121-128.

  36. M. Coslovich, Conservare la memoria, in "Qualestoria", XXVII, n. 2, dic. 2000. pp. 5-7

  37. Adelmo Nedoch: da “pubblica accusa del popolo” a “traditore”, in “Annales”, n.22, 2001, pp. 341-354.

  38. Trieste città eteroclita, in Maurizio Zacchigna, L'eredità dell'ostetrica, Manifestolibri, Roma 2001, pp.99-107.

  39. Diario di un gappista, in “Qualestoria”, n. 2, 2001, pp. 85-105.

  40. Trieste début de siècle, in Glauco Arneri, Trieste. Breve storia della città, Lint, Trieste 2001, pp. 67-72.

  41. Il caso Palatucci. Il poliziotto che salvo gli ebrei?, in “Contemporanea”, a. V, n. 1, genn. 2002, pp.59-84.

  42. I confini orientali: le foibe e i tabù della storia, in “Italiaeuropei”, a. III, n. 2, luglio 2003, pp. 233-240.

  43. Il processo della Risiera di San Sabba: una fonte per la storia, in I Campi di Concentramento nazisti. Storia, memoria e storiografia, s cura di G. D'Amico e B. Mantelli, Franco Angeli Milano 2003, pp. 69-88.

  44. Confini orientali: le foibe e i tabù della storia, in “ Italiani Europei”, giugno-luglio 2003, anno III n. 3, pp. 233-240.

  45. Giovanni Palatucci: un eroe modesto, in Giovanni Palatucci. La scelta, le differenze, Mephite, Avellino 2004, pp. 93-125.

  46. 1946-1947: Trieste e l'Europa liberata, in I ragazzi di Trieste di Tullio Kezich, La Contrada, Trieste 2004, pp. 21-24.

  47. Nemici per la pelle, Mursia, Milano 2004, pp. 288.

  48. Postfazione Ragazzi senza bandiera, in Mario Rigutti, Ragazzi senza bandiera, Ibiskos, Empoli 2006, pp. 221-233.

  49. Premessa. L'umorismo disperato, in Nora Pincherle, Come amare le viole del pensiero? Dio non c'era a Ravensbruck, Ibiskos, Empoli 2007, pp. 7-14.

  50. Una memoria che guarda al futuro, in Francesca Bearzatto, Il sale sul tarassaco. Michele Mezzaroba, dall'infanzia friulana a Mauthausen, La Nuova Dimensione, Portoguaro 2007, pp. 191-197.

  51. "...tuttavia nella foresta risuona un canto allegro. Racconti dal Lager", Edizioni Italo Svevo, Trieste 2008, pp. 330.

  52. Giovanni Palatucci. Una giusta memoria, Mephite, Salerno, 2008, pp. 172.

  53. La generazione del ferro e del fuoco in Gabriella Nocentini, Tutto questo va detto, La Nuova Dimensione, Portoguaro 2009, pp. 131-153.
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